sabato 10 ottobre 2009

I sub di Palermo a scuola di biologia marina: un'iniziativa per lo sviluppo di una Subacquea "environmental friendly"


Dalla fine di settembre ha preso l'avvio a Palermo un corso di Biologia Marina (Biology Diver), organizzato nel contesto del progetto "Biology diver" dell'ISDA (International Scuba Diving Academy) e dal diving center "Orca sub Palermo/Ustica. Nella linee-guida di tale progetto, il Diving Center menzionato s'impegnerà in una serie di attività di monitoraggio dei fondali marini dell'Area marina protetta (AMP) Capo Gallo-Isola delle Femmine (inclusa la zona A), di censimento delle specie marine, animali e vegetali che ne popolano i fondali, ed eventualmente anche della loro pulizia dai detriti e dagli oggetti di scarto abbandonati.
Condizione sine qua non e requisito d'obbligo per le immersioni nella zona A è che tutti i sub coinvolti (siano essi istruttori o subacquei avanzati o ricreativi) posseggano un apposito brevetto di "Biology diver".
A questo scopo, è stato predisposto un Manuale di Biologia marina pubblicato dall'ISDA e, sulla base delle indicazioni didattiche ed operative scaturenti dal manuale è stato articolato l'intero progetto e sono stati avviati i primi corsi.

Autrice del manuale, nonchè docente per le lezioni teoriche e pratiche, è Manuela Falautano, ricercatrice e docente presso l'ICRAM (Istituto centrale ricerca applicata al mare).

Il corso ha suscitato grande interesse tra i sub palermitani e gli iscritti sono stati, per questa prima edizione del corso, ben 45 che, per la sostenibilità della didattica, sono stati suddivisi in due classi.
Afferma Mario Perricone, presidente dell'Orca Diving: "Si tratta di un'iniziativa di grande interesse, perchè è la prima volta che in Italia si avvia un corso di questo tipo, inteso a dare ai sub una conoscenza scientifica di ciò che si può osservare nei nostri fondali e a fornire ai sub che vi sono esposti degli efficaci strumenti di osservazione e descrizione delle diverse forme di vita esistente nei fondali. Ma è anche la prima volta in assoluto che dei sub (purchè brevettati) potranno accedere ai fondali della Zona A, sinora assolutamente vietati ad ogni forma di immersione".

Al corso (composto da tre lezioni teoriche e da tre immersioni "guidate") farà seguito la parte attuativa del progetto, con la programmazione di immersioni (ciascuna con finalità specifiche) cui potranno partecipare tutti i sub che siano in possesso del brevetto: con un limite di sostenibilità ambientale, tuttavia. Infatti, ogni giorno nella zona A della riserva sarà possibile l'immersione ad un gruppo di 6 sub soltanto. Ciò allo scopo di minimizzare l'impatto ambientali che accessi troppo frequenti (sia pure con finalità di studio) potrebbe avere sui delicati equilibri ecosistemici.

Il progetto "Biology Diver" è il primo - e lodevole - passo verso l'attuazione di ciò che in altri Stati è già una realtà: cioè, la possibilità di fare immergere i visitatori subacquei anche nel cuore delle riserve marine, cioè in quelle aree considerate - per le caratteristiche di flora e fauna - più preziose ed intangibili.
Ma il progetto rappresenta anche un importante tentativo di valorizzare la bellezza e la significatività del nostro patrimonio di specie marine, troppo spesso moritificato nel confronto con i fondali dei mari tropicali e con le forme di vita del Reef.

Come afferma Manuela Falautano, biologa marina, appassionata sub e docente nel corso, "Quando si è capaci di riconoscere ciò che si osserva nelle sue peculiarità biologiche ed ecosistemiche ci si rende conto dell'infinita varietà e dell'interesse delle forme di vita animali e vegetali dei nostri mari e soprattutto di quelle grandi misconosciute che sono le forme di vita vegetali.

Il progetto, in definitiva, è inteso a migliorare e a potenziare le qualità di una Subacquea che sia environmental friendly e a fare acquisire una maggiore consapevolezza della bio-diversità e della ricchezza dei nostri fondali.

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